Hai subito un incidente e ora soffri di ansia ed attacchi di panico? Il risarcimento del danno è possibile. Non sono così isolati i casi in cui la vittima di un incidente maturi, subito dopo l’evento, una crisi di panico più o meno grave che la porti ad allontanarsi, per un pò di tempo, dalle quattro ruote. Nei casi meno gravi, invece, è facile registrare problemi di concentrazione e memoria, sintomi come vertigini e forte disagio in luoghi stretti. La Suprema corte di Cassazione è intervenuta recentemente a stabilire cosa si deve risarcire e cosa, invece, può essere considerato solo il frutto di esagerazioni. Gli attacchi d’ansia, a detta dei supremi giudici, costituiscono quella componente di danno non patrimoniale che è suscettibile di essere autonomamente risarcita insieme a tutte le altre voci di danno sofferte dal danneggiato.

Ovviamente, si deve trattare di significativi sintomi invalidanti (un esempio possono essere le vertigini, le sensazione di ansia in locali stretti, deficit di concentrazione e di memoria, ma anche la fobia ad entrare in auto. Soprattutto, di essi deve essere data una rigorosa dimostrazione con certificati medici rilasciati preferibilmente da strutture pubbliche. Potrebbe aggiungersi anche la richiesta di indennizzo del danno patrimoniale – da cosiddetto “lucro cessante” – se, per esempio, il danneggiato svolge attività di agente di commercio e la ridotta mobilità non gli consente di svolgere il proprio lavoro.

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